Storia delle Lenti Oftalmiche Progressive

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Lenti a Contatto Progressive
Lenti a Contatto Progressive

Le lenti oftalmiche progressive sono lenti per occhiali che integrano diversi tipi di correzione in un’unica lente, consentendo una visione fluida e omogenea a qualsiasi distanza.

Sono conosciute anche col nome di Progressive Addition Lenses (PAL), lenti a potenza progressiva, lenti correttive graduate e lenti varifocali o multifocali.

Queste lenti sono costruite con una curvatura speciale che permette di vedere bene da lontano, da vicino e anche negli spazi intermedi.

Sono quindi la soluzione ideale al problema della scomodità di portarsi dietro sempre due paia di occhiali diversi o di dover indossare le ormai superate ed antiestetiche lenti bifocali.

La progressione nella lente inizia nella parte superiore e raggiunge una potenza massima addizionale che consente la visione di oggetti vicini tramite la parte inferiore della lente. La lunghezza della variazione di potenza progressiva sulla superficie della lente dipende dal modello della stessa, con una potenza finale compresa tra 0,75 e 3,50 diottrie. Il valore di incremento prescritto dipende dall’entità di presbiopia del soggetto. In genere, maggiore è l’età del soggetto, più è alto l’incremento.

Il primo brevetto per una lente progressiva (PAL) è stato quello britannico concesso a Owen Aves, fondatore del London Refraction Hospital, con data 1907. Il brevetto di Aves comprendeva la progettazione della lente progressiva e il processo di fabbricazione. Tuttavia, era diverso dalle moderne lenti progressive. Consisteva in una superficie posteriore conica e un fronte cilindrico con assi contrapposti in modo da creare una progressione di potenza.  La mancanza di simmetria rotazionale e la doppia superficie rendevano la lente non adeguata alla produzione di massa e non fu mai introdotta commercialmente.

Successivamente le fonti ci dicono che intorno al 1913 H. Newbold progettò una lente simile a quella di Aves e vi sono attestazioni che indicano che Duke Elder nel 1922 sviluppò la prima lente progressiva disponibile sul mercato (Ultrifo), commercializzata da “Gowlland di Montreal”.

Questo modello era basato su una disposizione di superfici asferiche.

Gli anni ’50 furono quelli decisivi per lo sviluppo nella progettazione delle lenti progressive.

Nel 1955 Irving Rips presso Younger Optics sviluppò la prima lente mista commercializzabile, denominata bifocale invisibile Younger.

Nel 1953 in Francia Bernard Maitenza brevettò le lenti Varilux, lenti progressive additive di moderna progettazione e introdotte nel 1959 dalla Société des Lunetiers (che è diventata in seguito una parte della Essilor). La svolta relativa all’adattamento e al comfort delle lenti progressive si è verificata nel 1972 con l’introduzione sul mercato di Varilux 2.

Bernard Maitenaz scoprì ed introdusse l’importanza della zona periferica nella progettazione per la visione periferica e dinamica, pertanto la Varilux 2 si caratterizzava per una struttura totalmente asferica.

Le prime lenti progressive utilizzano strutture non raffinate dal punto di vista ottico.

Le lenti erano fatte in modo da adattarsi al cambiamento della posizione dell’occhio nella visione a distanza e nella lettura. La zona dedicata alla lettura si trovava al di sotto della zona di visione per lontano a partire da circa 14 mm.

L’inclinazione e versione degli occhi rispettava il percorso di convergenza ma la struttura simmetrica era difficile da accettare per i portatori, in quanto gli occhi lavorano in genere in maniera asimmetrica.

A partire dal 1980, i produttori sono stati in grado di minimizzare le aberrazioni indesiderate tramite:

  • miglioramenti nella digitalizzazione e modellazione delle superfici, che consente un maggiore controllo della struttura;
  • test sui futuri portatori;
  • processi di fabbricazione e tecnologia digitalizzata per migliorare il design e performance delle lenti migliorata.

Negli anni ’90 venne ampliato il design e migliorata la distorsione ai lati.

Già negli anni 2000 si migliorò la distorsione agli angoli distribuendo le diottrie sul retro delle lenti.

Dal 2005 prese avvio la produzione di lenti progressive personalizzate che sono in grado di accogliere i parametri di personalizzazione si definiscono free form.

Le moderne e sofisticate lenti progressive sono progettate in modo asimmetrico per incontrare le esigenze e facilitare l’adattabilità dei portatori.

Oggi le superfici complesse di una lente progressiva possono essere lavorate ad altissima precisione mediante l’impiego di generatori computerizzati, consentendo la modellazione delle superfici, differentemente da processi precedenti.

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