Palpebre Gonfie e Arrossate: Le Cause e i Rimedi

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Palpebre Arrossate

Le palpebre sono le membrane che ricoprono la parte anteriore del globo oculare. Sono fondamentali perchè hanno funzione protettiva e la loro alterazione comporta spesso un grave danno visivo.

Vi sono tantissime patologie che colpiscono le palpebre, da quelle congenite ai tumori. Sicuramente la più nota è la blefaroptosi, meglio conosciuta come abbassamento della palpebra superiore.

Anomalie Delle Palpebre Nei Bambini

Sono due le difformità della palpebra che si possono presentare sin dalla nascita:

  • formazione di una piega cutanea, chiamata epicanto, dovuta al fatto che i bambini non hanno ancora la radice del naso perfettamente sviluppata. La suddetta piega copre parte della sclera, la parte bianca dell’occhio. La piega è assimetrica nei due occhi e ciò fa sembrare che uno dei due vada più all’interno rispetto all’altro (pseudo-strabismo);
  • abbassamento della palpebra superiore, la ptosi, che può essere dovuta ad un indebolimento del muscolo elevatore della palpebra. La ptosi non va valutata solo da un punto di vista estetico, anzi. L’abbassamento della palpebra non permette la normale stimolazione dell’occhio da parte della luce e ciò impedisce il corretto sviluppo della funzione visiva, non permettendo al bambino di orientarsi bene nello spazio e costringendolo ad assumere posture sbagliate.Conseguenze più comuni sono il torcicollo, mal di testa e la difficoltà nei rapporti sociali. L’unica terapia possibile è quella chirurgica e bisognerebbe intervenire entro il 5° anno di vita.

 

Cosa sono le anomalie di posizione?

Si tratta dell’anomalo posizionamento della palpebre rispetto al bulbo oculare:

  • Entropion ( dal greco en tropion =  volgere  dentro): è la rotazione verso l’interno del margine palpebrale, specialmente inferiore. Le ciglia rivolte verso l’interno entrano a contatto con la cornea e la congiuntiva provocando arrossamento dell’occhio, e, nei casi più gravi, leucomi corneali che danneggiano la funzione visiva. Le cause sono varie, la più comune è l’invecchiamento, in cui si verifica un rilassamento dei tessuti. A causa di infiammazioni oculari che portano alla fotofobia, il muscolo orbicolare si contrae a dismisura fino a piegare all’interno la palpebra inferiore. L’entropion può anche essere dovuto a cicatrici ritraenti;
  • Ectropion (dal greco ecktrepo = volgere in fuori): è la rotazione verso l’esterno del margine palpebrale, specialmente della palpebra inferiore. Questo impedisce la normale chiusura delle palpebre e porta ad una continua esposizione della congiuntiva e conseguente ripetuta lacrimazione. In questo modo la cornea può andare incontro a lesioni da esposizione. Le cause sono simili a quelle illustrate per l’entropion: senilità, movimenti spastici, presenza di cicatrici.
  • Blefarospasmo: è la contrattura involontaria del muscolo orbicolare, che, nelle forme più gravi, rende impossibile l’apertura della rima palpebrale. Può essere sintomatico, cioè può derivare da stimoli irritativi a livello corneocongiuntivale o nel territorio d’innervazione del trigemino o anche da stimoli sensoriali fuori dalla norma.
  • Blefaroptosi: è l’abbassamento della palpebra superiore. Le cause possono essere meccaniche quando si verifica un appesantimento delle strutture palpebrali o indebolimento del muscolo elevatore, ma anche neurogene o miogene.

 

Perche’ le palpebre non si chiudono totalmente?

L’incompleta chiusura della rima palpebrale si chiama lagoftalmo e si verifica in seguito a traumi, paralisi muscolari, malposizione o esoftalmo (condizione in cui il nervo oculare diventa più sporgente rispetto alla sua posizione normale). In questo caso si deve procedere col bendaggio dell’occhio per proteggere la cornea e nell’arco di qualche settimana si ha un recupero. Nel caso di una lesione del nervo facciale è opportuno il ricorso alla chirurgia.

 

Palpebre infiammate? Cause e cure

Le infiammazioni palpebrali possono interessare la superficie esterna, interna, i margini o le ghiandole della palpebra.

  • La flogosi cutanea è chiamata dermatite palpebrale. La principale natura è quella erpetica (=herpes). Una delle forme più diffuse è quella da herpes zoster. L’herpes zoster è una malattia infettiva causata dalla riattivazione del virus della varicella, che rimane dormiente nel ganglio di Gasser per molti anni e si può riattivare in condizioni di debilitazione e stress.Può colpire non solo la cute palpebrale ma anche il bulbo oculare. Si manifesta con numerose vescicolette molto dolorose. La cura prevede l’applicazione di pomate antivirali, antibiotiche e oftalmiche a cui si associa l’assunzione di antidolorifici. Anche i disordini metabolici possono arrecare infiammazioni della palpebra con la comparsa di chiazze giallastre (xantelasma). In questo caso si può interevire solo chirurgicamente.
  • Se l’infiammazione riguarda i margini delle palpebre si riconosce dalla presenza di squamette, piccole croste e talora ulcere. Può essere causata da disturbi metabolici, respiratori, vizi di rifrazione, allergie. E’ necessaria un’attenta pulizia dei margini dell’occhio e una medicazione con pomata antibiotico-cortisonica.
  • Le più frequenti infiammazioni delle ghiandole palpebrali sono l’orzaiolo e il calazio. L‘orzaiolo colpisce internamente o esternamente la palpebra. Se esterno, è un foruncolo causato dall’infiammazione della ghiandola di Zeiss che sta nel bulbo pilifero delle ciglia. La palpebra si presenta arrossata ed edematosa in corrispondenza del piccolo ascesso dolente. Dopo un paio di giorni dalla sua formazione l’ascesso si apre all’esterno con fuoriuscita di materiale purulento e diminuzione del dolore. Si cura con impacchi caldi e pomate antibiotiche. L’orzaiolo interno è dovuto all’infiammazione della ghiandola di Meibomio e il decorso è analogo a quello dell’orzaiolo esterno.
  • Il calazio è un’infiammazione cronica della palpebra di tipo granulomatoso dovuta all’ostruzione della ghiandola sebacea di Meibomio. Si manifesta con un nodulo duro e fibroso che tende ad ingrandirsi. Si può prevenire con un’accurata pulizia dell’occhio. Si cura con impacchi caldi, antibiotici e ricorrendo alla chirurgia.

 

Forme benigne e maligne del tumore alle palpebre: come intervenire?

Le forme benigne più comuni sono il papilloma e il corno cutaneo, che interessano la cute presentando formazioni cheratinizzate di forma diversa. Si interviene con trattamenti chirurgici locali.

Tra le forme maligne più diffuse c’è l’epitelioma basocellulare, che si manifesta inizialmente come un piccolo nodulo con bordi induriti. Se non si interviene in tempo, l’ulcera tende a progredire penetrando in profondità e distruggendo i tessuti invasi. Si cura chirurgicamente negli stadi iniziali, mentre nelle forme avanzate con la terapia radiante.

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