Ortocheratologia

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L’ortocheratologia, detta anche ortocheratologia notturna, orto-k o OK, è una tecnica non chirurgica usata per la correzione temporanea di difetti visivi di vario tipo.

E’ una branca della contattologia avanzata e viene praticata dal contattologo, affiancato dal medico oculista.

Consiste nell’applicazione programmata di lenti a contatto rigide e gas permeabili, che hanno una conformazione particolare, detta geometria inversa, e che si applicano durante la notte.

L’ortocheratologia si sviluppò negli anni ‘60 del XX secolo ma ebbe una consistente diffusione solo 30 anni dopo.

Attualmente è una valida alternativa per i pazienti che non possono e/o vogliono ricorrere ad interventi chirurgici per la correzione di difetti visivi come la miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia.

 

Quali sono i pazienti che possono ricorrere a questa tecnica?

Partendo dal presupposto che non tutti i pazienti possano portare le lenti ortocheratologiche, è opportuno, prima di utilizzarle, effettuare alcuni test.

Prima di tutto bisogna sottoporsi ad un’approfondita visita oculistica, che consta anche di una topografia corneale che consente di realizzare una mappa topografica della cornea.

Tale mappatura indica nel dettaglio la forma e la curvatura della cornea, informazioni indispensabili per la realizzazione delle lenti notturne per ortocheratologia personalizzate per il paziente.

Per valutare se il paziente è adatto a ricorrere a questa tecnica, il contattologo dovrà fare un’attenta valutazione su:

  • La gravità del disturbo refrattivo che si necessita correggere;
  • La quantità e la qualità del film lacrimale del paziente;
  • La rigidità della cornea del paziente (più è rigida la cornea, più tempo ci vorrà per ottenere i miglioramenti voluti).

In linea di massima il porto di lenti ortocheratologiche si consiglia e si rivela efficace nel trattamento di condizioni non eccessivamente severe, cioè nei casi di miopia fino a 4-5 diottrie, astigmatismo fino a 1,50-3 diottrie, ipermetropie fino a 2-3 diottrie e presbiopie fino a 2 diottrie circa. In condizioni di maggiore severità del difetto visivo, con molta probabilità i pazienti non potranno rinunciare all’uso di occhiali da vista o lenti a contatto tradizionali.

Il ricorso all’ ortocheratologia è altresì indicato per rallentare la progressione della miopia in bambini e adolescenti.

Attualmente, pare che il principale impiego dell’ortocheratologia riguardi proprio la correzione o l’arresto della progressione della miopia. In ogni caso, la decisione di ricorrere all’ ortocheratologia o meno spetta solamente al medico oculista che dopo un’accurata visita valuterà, caso per caso, quale trattamento è più indicato per ciascun paziente.

 

Come agisce l’Ortocheratologia?

Lo scopo delle lenti notturne utilizzate in ortocheratologia è quello di modificare la forma della superficie corneale che risulta alterata nei pazienti con difetti visivi.

Le normali lenti a contatto vengono progettate in maniera tale da interferire il meno possibile con la cornea; al contrario, le lenti ortocheratologiche sono specificatamente realizzate per modificare – naturalmente, in maniera controllata – il profilo corneale.

La lente ortocheratologica, per la correzione della miopia, esercita una pressione “dolce e controllata”, detta palming, sulla zona centrale della cornea facendo migrare le cellule epiteliali di questa zona verso la periferia. Questo spostamento crea così un appiattimento della zona centrale e la zona paracentrale più curva. Grazie a questa modificazione corneale l’occhio si rende pressoché emmetrope, ovvero normale. Per la correzione dell’ipermetropia le pressioni esercitate sono opposte.

In tutti i casi con la modifica del profilo della cornea è possibile correggere temporaneamente l’errore rifrattivo che caratterizza il difetto visivo del paziente.

 

Cosa si deve fare dopo la prima notte di utilizzo?

Ai pazienti a cui viene prescritto il porto delle lenti ortocheratologiche, vengono raccomandati dei controlli periodici per verificare costantemente lo stato di salute degli occhi, l’integrità delle lenti e l’efficacia del trattamento.

Già dopo la prima applicazione delle lenti, il medico oculista dovrà eseguire una nuova topografia corneale al fine di verificare le variazioni ottenute sulla superficie corneale dopo la prima notte di trattamento ortocheratologico.

Essendo lenti costruite su misura, può essere necessario compiere delle modifiche che consentano di migliorare i risultati ottenuti.

 

Quali risultati si possono ottenere con l’Ortocheratologia?

Già dalla prima applicazione delle lenti ortocheratologiche, la cornea dovrebbe mantenere la forma modificata, garantendo al paziente per le successive 24 h una visione nitida.

In alcuni casi però il miglioramento non si verifica subito, dopo il porto di una notte.

I massimi risultati ottenibili sono stati raggiunti nel corso di 1-2 mesi ma con un’applicazione costante e seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico oculista.

Solo dopo aver raggiunto i risultati massimi è possibile ridurre la frequenza delle applicazioni una volta ogni due o tre notti, sempre dietro prescrizione del proprio medico oculista o contattologo.

L’orto-k ha numerosi vantaggi:

  1. permette ai pazienti di cambiare significativamente il  proprio stile di vita, poiché non ricorrendo all’uso di occhiali da vista o lenti a contatto tradizionali si acquisisce libertà durante l’esecuzione di attività lavorative, sportive e ricreative, mantenendo comunque una buona visione;
  2. Consente di non dover ricorrere alla chirurgia;
  3. L’applicazione notturna consente di ridurre al minimo il fastidio;
  4. Il trattamento di ortocheratologia è completamente reversibile. In caso d’ intolleranza alle lenti, effetti collaterali o risultati indesiderati è possibile interromperne l’utilizzo. La superficie corneale tornerà alle condizioni precedenti all’inizio del trattamento in tempi relativamente brevi.

 

Effetti indesiderati

Nella maggior parte dei pazienti il porto delle lenti ortocheratologiche è ben tollerato.

Possono però verificarsi degli effetti indesiderati:

  • intolleranza alla lenti
  • Bruciore;
  • Secchezza;
  • Irritazione oculari;
  • Sensazioni di fastidio;
  • Visione offuscata;
  • Comparsa di “aloni” durante la visione notturna;
  • Patologie dell’occhio (cheratiti, congiuntiviti);
  • ipersensibilità oculare;
  • la possibile comparsa di edema corneale transitorio;
  • cheratiti infettive (generalmente causate da una scorretta o inadeguata pulizia delle lenti).

Gli svantaggi che si potrebbero registrare sono:

  1. la temporaneità dell’efficacia del trattamento;
  2. la regolarità nel porto delle lenti;
  3. il sottoporsi a prove e controlli periodici.

 

 

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