La storia dell’occhiale: dalle origini ai giorni nostri

0
Occhiali Antichi

Lo studio dei fenomeni ottici ha incuriosito l’uomo sin dall’antichità.

Le prime ricerche furono ad opera di studiosi geograficamente e culturalmente agli antipodi. Si possono ricordare gli studi del persiano Avicenna (X secolo), dell’egiziano Alhazen (X secolo), sui quali si basò la creazione delle prime lenti di ingrandimento in cristallo in uso presso gli ordini religiosi.

Fonti scritte e pittoriche

Il primo riferimento autentico alla parola occhiali si trova in un manoscritto datato 1282, conservato nell’abbazia francese di St. Bavon-le-Gand. In tale documento viene citato un prete che per firmare un trattato avrebbe usato degli occhiali. In ambito italiano, il primo documento ufficiale che fa riferimento agli occhiali (“roidi da ogli”) è datato al 1284. Si tratta di un Capitolare delle Arti Veneziane, che regolamentava le attività e il commercio delle corporazioni di artigiani. Alla voce “cristallieri” fu aggiunta la proibizione di contraffazione del cristallo e delle lenti da vista, che si distinguevano da quelle di ingrandimento (“lapides ad legendum”). E’ la clausola dei Capitolari che fa propendere per l’attribuzione dell’invenzione degli occhiali a maestranze italiane della fine del XIII secolo, favoriti dalle sperimentazioni dei veneziani.

Nel XIII secolo, infatti, era l’isola di Murano a detenere il monopolio della produzione del vetro grazie alla sua posizione strategica, che consentiva di accendere i fuochi per lavorare il vetro lontani dai centri abitati e di tenere nascosta la tecnica di lavorazione del vetro dalla concorrenza.

Altre prove che avvalorerebbero la tesi che tale invenzione sia italiana sono le rappresentazioni pittoriche degli occhiali.

Una delle più famose è quella che si trova nel seminario vescovile di Treviso, in cui è raffigurato il cardinale Ugo di Provenza che inforca un paio di occhiali a snodo, che stanno sospesi sul naso mentre scrive e in cui appare rappresentata anche una lente di ingrandimento usata da un altro personaggio religioso per leggere un testo sacro. L’affresco si data al 1352 e fu realizzato da Tommaso da Modena.

Nel 1480 il pittore Domenico Ghirlandaio dipinse nella chiesa di Ognissanti a Firenze il santo protettore degli occhiali, San Girolamo, nel suo studio, con un paio di occhiali a perno appesi alla sua scrivania.

E’ proprio il XV secolo quello in cui furono inventate le lenti concave per vedere meglio da lontano e quelle convesse “per aiutare i giovani con la vista debole come quella dei vecchi”. Tra i primi personaggi ad usare le lenti concave ci fu Giovanni de’ Medici, divenuto papa nel 1513, e i suoi occhiali ancora oggi si conservano al Museo di Storia della Scienza di Firenze.

 

Com’erano fatti i primi occhiali?

E’ interessante capire come fossero fatti i primitivi occhiali. Probabilmente i primi ad apparire sulla scena, come ci dimostrano le prime rappresentazioni pittoriche, furono a perno con lenti tonde e montatura ricavata da due pezzi di materiale rigido tenuti insieme nella parte superiore da un chiodo. I materiali potevano essere differenti, dal cuoio al ferro, dall’osso al legno, sperimentati tutti con l’intento di farli reggere sul naso e di essere confortevoli. Tra i modelli più famosi si annovera quello di Norimberga, chiamato così per via della sua provenienza, che aveva una lavorazione nel ponte che ricorda quella di un merletto.

Il Settecento fu il secolo delle grandi invenzioni nel campo dell’ottica.

Si sostituì l’occhiale a perno con quello ad arco, che stava sul naso grazie all’inserimento di una molla che si avvolgeva intorno alle orecchie.

Nel 1728 l’ottico inglese, Edward Scarlett, inventò le astine che inizialmente erano molto corte e aderivano alle tempie e poi furono sostituite da aste più lunghe con una molla che si poneva dietro le orecchie.

Sempre al Settecento si data l’invenzione delle lenti bifocali attribuita allo scienziato e politico americano Benjamin Franklin.

La diffusione del gusto per l’estetica portò a considerare l’occhiale come accessorio di moda, tanto che entrarono in voga gli occhialini tondi a forbice che si riponevano in tasca.

L’Ottocento vide il ritorno al più austero occhiale pince-nez e agli stringinaso “alla Cavour”, anche se non si fecero attendere le raffinate soluzioni come “gli occhiali viennesi”, realizzati nel 1830, che avevano un frontale in cristallo e astine sottilissime.

In America il 12 luglio 1870 venne brevettata la celluloide da John Wesley Hyatt, che avrà diffusione in Italia dagli anni’20 del Novecento grazie all’apertura della grande fabbrica della famiglia Mazzucchelli a Castiglione Olona, i pionieri delle sperimentazioni delle materie plastiche.

In Italia si approdò alla prima industrializzazione dell’occhiale a Calalzo di Cadore nel 1878 ad opera di Angelo Frescura.

Sarà l’evoluzione degli usi e costumi della società verso la modernità a far fare uno scatto funzionale alla storia degli occhiali. Pensiamo ai primi viaggi in automobile, in treno e in aereo che fecero sentire l’esigenza di creare un abbigliamento appropriato e una protezione adeguata per gli occhi.

Saranno le imprese sportive degli inizi del ‘900 a dettare le nuove tendenze nella realizzazione degli occhiali. Si presenta un connubio vincente tra occhiali, sport e moda, che prosegue tutt’oggi.

Negli anni ’40 e ’50 del Novecento sarà il cinema hollywoodiano a dettare le nuove tendenze in fatto di occhiali, specialmente da sole, che servivano alle dive del grande schermo per proteggersi dai flash insistenti dei fotografi.  La forma più in auge era a farfalla, allungata sulle tempie. Sullo schermo quelli da vista vengono utilizzati quasi unicamente per caratterizzare i personaggi.

Oggi si è raggiunto un perfetto equilibrio degli elementi strutturali degli occhiali grazie alla ricerca continua promossa specialmente in certi contesti dove l’utilizzo degli occhiali è obbligatorio come protezione per gli occhi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here