Nervo Ottico: che cosa è e quali sono le sue funzioni

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Nervo Ottico: Cosa è e come funziona

Il nervo ottico è uno dei dodici nervi cranici.

Si può definire una proiezione esterna del sistema nervoso centrale grazie a cui gli impulsi luminosi percepiti dalla retina vengono veicolati verso la corteccia occipitale dove vengono convertiti in sensazione visiva.

E’ composto da oltre un milione di fibre che si raccolgono in fasci separati da setti fibrosi. Ogni singola fibra (simile a un filo di rame) corrisponde a una piccola zona della retina, mentre ogni fascio corrisponde ad un’area retinica.

Il nervo ottico è avvolto da guaine che sono in continuazione con le meningi encefaliche; le guaine sono la pia madre che sta all’interno, è riccamente vascolarizzata e in continuità col sistema dei setti, la dura madre all’esterno e sono tra loro divise da due spazi perineurali che si continuano con quelli cerebrali ed infine l’aracnoide che è più esile ed è situata tra le due guaine.

Il nervo ottico è anche irrorato da rami delle arterie ciliari posteriori brevi e da rami dell’arteria centrale della retina.

Il nervo ottico viene comunemente diviso in 4 parti:

  • Il segmento intraoculare è la brevissima porzione che inizia nel bulbo oculare a livello del disco ottico, quindi attraversa la coroide e la sclera dell’occhio;
  • Il segmento intraorbitario continua nell’orbita, ossia dal polo posteriore dell’occhio fino al canale ottico dell’osso sfenoide; è la porzione più lunga, circa 2,5 cm, del nervo ottico;
  • Il segmento intracanalicolare è il tratto che è compreso nel canale ottico;
  • Il segmento intracranico arriva fino al chiasma ottico.

 

PATOLOGIE

Le malattie a carico del nervo ottico possono essere varie ed hanno conseguenze anche molto gravi, quali la cecità.

Si distinguono in congenite ed acquisite. Le cause possono essere le patologie infiammatorie provocate da infezioni virali (quali varicella, morbillo, herpes zoster), di vicinanza, da malattie sistemiche, ma anche le patologie vascolari  dovute ad un cattivo afflusso di sangue alla papilla, le patologie tossiche provocate da varie sostanze tossiche esogene.

 

LE INFIAMMAZIONI DEL NERVO OTTICO

Le infiammazioni del nervo ottico si dividono in neuriti ottiche anteriori, retrobulbari e il papilledema.

Le neuriti ottiche anteriori si possono considerare un infarto totale o parziale della papilla ottica. Colpisce specialmente pazienti di età superiore ai 65 anni e porta a cecità se non trattata, oltre ad un coinvolgimento anche dell’altro occhio.

Le neuriti ottiche retrobulbari presentano un aspetto normale della papilla ottica, e si associano spesso a sclerosi multipla.

Il papilledema è un’infiammazione del nervo ottico a causa dell’aumento della pressione dell’occhio; è la condizione in cui entrambi i nervi ottici appaiono rigonfi a causa di un aumento di pressione all’interno del cervello.

 

QUANDO LE FIBRE DEL NERVO OTTICO SONO DEGENERATE COSA ACCADE?

Si parla di atrofia ottica ed è la condizione in cui le fibre del nervo ottico sono degenerate e sostituite da tessuto connettivo-gliale. Ciò compromette le funzioni visive sino a giungere anche alla cecità. E’ imputabile a malattie del nervo o a grave trauma.

 

QUALI SONO GLI ESAMI PER STUDIARE IL NERVO OTTICO?

Esistono esami che studiano:

  • La morfologia del nervo ottico come la risonanza magnetica,
  • La funzionalità come gli esami elettro-funzionali (studiano l’attività bioelettrica del nervo ottico e della retina)
  • Il campo visivo (una limitazione del campo visivo può essere un campanello d’allarme per identificare un’alterazione del nervo ottico).

Il fondo oculare (consente di esaminare la papilla, la parte visibile del nervo ottico).

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