Maculopatia, cosa la genera e come si cura

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Esempio di Maculopatia

La maculopatia è una malattia della retina che provoca un’alterazione della regione maculare, che è la zona centrale della retina, causando un peggioramento quantitativo e qualitativo della visione centrale.

Le degenerazioni maculari possono essere di carattere ereditario, comparire alla presenza di malattie oculari, sistemiche (ipertensione e diabete) o intossicazioni.

La forma più diffusa è quella che si presenta in età senile (DMLE), ed è attualmente considerata la prima causa di cecità nei Paesi di maggior benessere e la terza in assoluto. Tale forma si presenta tra i 55 e i 75 anni.

 

Da cosa è generata?

Le cause specifiche ancora non sono state accertate ma la sua formazione viene associata a diversi fattori di rischio, quali l’età avanzata, fumo di sigaretta, abuso di alcool, diabete mellito, vita sedentaria, dieta povera di vitamine e acidi grassi, disturbi della coagulazione, esposizione frequente e prolungata a sorgenti di luce luminose, ipertensione arteriosa.

E’ stato riscontrato un aumento di incidenza della formazione della maculopatia in soggetti con parenti di primo grado che ne sono affetti.

 

Sintomi

I primi sintomi sono la distorsione delle immagini che interessa il centro del campo visivo, conseguente difficoltà di lettura e di svolgimento della attività a distanza ravvicinata, perdita della brillantezza dei colori. Si tratta di una patologia fortemente invalidante.

 

Come si diagnostica la maculopatia?

Alla presenza dei sintomi sopracitati o in presenza di familiarità per la patologia è bene effettuare una visita oculistica per esaminare la parte centrale della retina con l’oftalmoscopio e tramite lenti che consentono di dilatare le pupille.

Per un’ analisi più approfondita si può ricorrere ad esami diagnostici specifici quali l’OCT (termografia ottica computerizzata), che esamina i singoli strati della retina, e l’angiografia a mezzo di contrasto.

Grazie a queste indagini lo specialista saprà riconoscere la malattia e stabilire la cura più appropriata.

 

La degenerazione maculare in età senile

Si manifesta in forma cronico-degenerativa e provoca alterazioni pigmentarie con tipiche drusen  associate al calo del visus al di sotto dei 6/10.

Dal punto di vista clinico si presenta in due forme, quella essudativa e quella non essudativa. Entrambe sono associate ad alterazioni del microcircolo capillare, tipiche dell’età avanzata.

  • La forma non essudativa ( o secca) è caratterizzata da un assottigliamento della retina centrale che viene poco nutrita dai capillari e di conseguenza si atrofizza, determinando la formazione di cicatrici. Data la gradualità della diminuzione visiva centrale e il mantenimento della visione periferica, il paziente può non accusare grossi disturbi per lungo tempo e accorgersene dopo tanto tempo.
  • La forma essudativa ( o umida) è quella più grave e a più rapida evoluzione. E’ caratterizzata dalla crescita di neovasi che o trasudano plasma, determinando la comparsa di distacco sieroso con disturbi della vision centrale, oppure che si rompono, dando vita ad emorragie che causano un brusco calo del visus. Le emorragie si riassorbono lasciando cicatrici che consentono un modesto recupero visivo.

Entrambe le forme si accompagnano alla formazione di drusen.

Degenerazione maculare legata all'età

 

Come si cura?

Le possibilità terapeutiche sono scarse per la forma non essudativa, è possibile però ricorrere all’uso di integratori alimentari a base di sostanze antiossidanti che combattono la formazione di radicali liberi e l’ischemia del tessuto retinico. Un aiuto nella lettura è fornito tramite sistemi d’ingrandimento di vario tipo.

Nella forma essudativa, invece, si possono ottenere ottimi risultati col tempestivo trattamento laser che consente di distruggere i neovasi, sempre che questi siano lontani dalla fovea (zona centrale della retina di massima acutezza visiva) e non si siano ancora formate importanti cicatrici.

L’altra tipologia di trattamento della forma essudativa è il ricorso a iniezioni intravitreali di farmaci. Si tratta di sostanze che agiscono inibendo la proliferazione di nuovi vasi sanguigni della retina, che provocano la comparsa di membrane sottoretiniche e di sanguinamenti.

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