Luce Blu: Quando Correre ai ripari diventa una necessità

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Luce Blu: Consigli Utili

E’ ormai da qualche anno che si sente parlare di luce blu e ciò è dovuto all’aumento esponenziale dell’utilizzo di dispositivi digitali.

Recenti statistiche hanno evidenziato che 60.8 milioni di persone utilizzano le nuove tecnologie quali Internet, Facebook, Whatsapp e lo fanno per un tempo prolungato. Si stima che al giorno ciascuno di noi trascorra quattro o cinque ore davanti ad uno schermo. Tutte queste strumentazioni hanno migliorato la nostra vita, perfezionando la definizione delle immagini, ma provocando, d’altro canto, un aumento dell’emissione della luce blu.

Cos’è la luce blu?

La luce blu è tecnicamente definita come una forma di radiazione elettromagnetica dello spettro del visibile che è compresa tra i 380 e i 500 nm. E’ in sé un fenomeno naturale perché presente nella luce del giorno, ci aiuta a rimanere svegli e a distinguere i colori. La presenza in quantità eccessiva in una sorgente luminosa costringe l’occhio ad una continua messa a fuoco e crea affaticamento visivo.

Le patologie causate dall’esposizione a tali radiazioni riguardano innanzitutto la superficie oculare, quindi prima il film lacrimale e l’epitelio corneale. L’impatto avviene sulle cellule epiteliali che sono presenti al livello del cristallino e della retina.

 

L’esposizione a breve termine: conseguenze

Un’esposizione breve (si parla di una media di 6-8 ore) comporta:

L’insonnia è uno di quei disturbi che con difficoltà si tende ad attribuire alla luce blu e invece essere esposti a tali radiazioni comporta la riduzione della produzione della melatonina, l’ormone che regola il sonno con conseguente alterazione del ciclo sonno-veglia.

 

L’esposizione a medio e lungo termine: danni e cure

Un’esposizione per medio e lungo periodo può invece causare:

La degenerazione maculare senile è generalmente una malattia legata all’invecchiamento che colpisce la macula, che è la parte centrale della retina. E’ la principale causa di perdita della visione centrale. La soglia anagrafica di tale degenerazione si è abbassata drasticamente negli ultimi venti anni, si riscontra la patologia in soggetti sempre più giovani, intorno ai 50 anni.  Ciò dipende non solo dalla cattiva alimentazione, ma anche da una prolungata esposizione alla luce blu.

La luce blu va ad alterare l’epitelio pigmentato e i fotorecettori, provocando un accumulo di prodotti non digeribili dalla retina stessa, le drusen.

Le drusen a livello retinico si presentano come spot giallastri e la loro presenza ci indica che il rischio di degenerazione maculare è elevata.

I rimedi sono l’utilizzo di occhiali con filtri appropriati e una sana alimentazione.

La degenerazione maculare può essere la formazione di cicatrici ” a carta geografica” e tale forma è detta secca.

L’altra degenerazione, detta neovascolare, è quella che vede la creazione di neovasi proveniente dalla coroide sottostante. Questa forma si cura con farmaci anti-VEGF.

La cataratta è l’opacizzazione del cristallino progressiva ed irreversibile che porta alla perdita della funzionalità visiva. La sua formazione dipende dai processi ossidativi indotti dalle radiazioni ultraviolette e dalla luce blu, dalla formazione di radicali liberi e dall’abbassamento delle difese antiossidanti.

La formazione della cataratta può interessare sia il nucleo, che la corticale, che entrambi.

Si può curare grazie alle tecniche laser e alla facoemulsificazione.

La cheratite è l’infiammazione della cornea. Può essere causata da fattori infettivi, agenti fisici (per es. la luce blu) e malattie sistemiche.

Si cura con colliri, farmaci antinfiammatori, uso di lubrificanti per la ripitelizzazione o applicazione di lenti a contatto terapeutiche.

L’occhio secco è una malattia delle lacrime e della superficie oculare che porta a disturbi visivi, instabilità del film lacrimale con danno alla superficie oculare. Si accompagna ad un aumento della pressione osmotica del film lacrimale e all’infiammazione della superficie oculare.

Per la cura dell’occhio secco si ricorre ad un miglioramento dell’alimentazione con assunzione di più liquidi, a cure farmacologiche, all’utilizzo di colliri, di lenti a contatto terapeutiche, ma si può ricorrere alla terapia chirurgica.

 

Consigli utili per proteggere gli occhi

  • Utilizzo di lenti che filtrino la luce blu-viola nociva;
  • Indossare regolarmente gli occhiali da sole;
  • Proteggere sistematicamente gli occhi dei bambini già al di sotto dei 10 anni, poiché il cristallino non si è ancora formato;
  • Si raccomanda un uso corretto e moderato degli schermi (bisogna guardare lo schermo in maniera frontale, lasciare 60 cm tra lo schermo e gli occhi, ogni ora è necessario allontanarsi dallo schermo per almeno 5 minuti);
  • Una sana alimentazione.

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