Lenti a contatto progressive: Consigli per la scelta

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Lenti a Contatto Progressive
Lenti a Contatto Progressive

Le lenti oftalmiche progressive sono lenti per occhiali che integrano diversi tipi di correzione in un’unica lente, consentendo una visione fluida e omogenea a qualsiasi distanza.

Come sono fatte?

Le lenti progressive sono dotate di una doppia superficie, quella anteriore è costruita con una curvatura variabile, quella posteriore, invece, può essere sferica (ha la forma di una porzione di sfera) o torica (forma simile a quella di una ciambella) a seconda dei difetti visivi del paziente.

A seconda della direzione dello sguardo, gli occhi utilizzano porzioni di lente diverse. In funzione degli spostamenti degli occhi, la lente deve avere i corretti poteri per la visione a tutte le distanze.

La variazione della potenza della superficie varia a seconda del raggio di curvatura e dall’indice di rifrazione.

Quando viene progettata una lente progressiva bisogna soddisfare due esigenze specifiche che sono le posizioni assunte dagli assi visivi e la postura dell’individuo durante la visione a varie distanze.

Nell’immagine sopra sono indicate le quattro aree interessate dalla visione.

La zona per la visione da lontano è situata nella parte superiore della lente, deve ridurre tutte le aberrazioni di immagine, specialmente quando si ruotano gli occhi lateralmente.

La zona per la visione da vicino ha una posizione che varia assecondando la naturale postura del paziente. Tale zona deve essere collocata nella lente in base al movimento verticale degli assi visivi. La zona di lettura deve essere libera da distorsioni, ampia e ben raccordata con le aree adiacenti.

La zona che segna il passaggio dalla zona per la visione da lontano a quella per lettura si chiama corridoio di progressione, in cui il potere della lente aumenta in funzione dell’addizione richiesta dal soggetto.

Nella visione a media distanza l’occhio deve trovare l’esatta compensazione diottrica e deve consentire una progressione armoniosa per evitare distorsioni e aberrazioni.

Le aree laterali della lente assumono grande importanza nella visione periferica in quanto consentono di “inquadrare” l’oggetto fissato nel contesto generale dello spazio. È importante, quindi, che la qualità dell’immagine in queste zone sia buona, pur non essendo indispensabile un’ “acutezza visiva” molto elevata.

Quando si progetta una lente progressiva è bene concentrare, proprio nelle aree laterali tutte le distorsioni, per far si che nel punto focale si mantenga una visione perfetta.

Esistono due tipologie di lenti progressive a seconda del loro design.

Si chiamano “hard” quelle che offrono un migliore visione a distanza e una visione da vicino con maggiori livelli di sfocatura e distorsioni nella periferia. Sono consigliate per attività di visione statiche. Hanno un corridoio progressivo molto ridotto che favorisce una progressione relativamente rapida della potenza di addizione.

La tecnologia “soft” ha zone di visione più ristrette ma meno sfocatura e distorsione in periferia. Sono consigliate per una visione dinamica e migliora il comfort visivo, grazie anche all’estensione del corridoio progressivo con una progressione lenta della potenza di addizione.

 

In quali casi sono consigliate le lenti progressive?

  • Per chi è presbite
  • Per chi ha dai 40/45 anni in su
  • Per chi non sopporta di dover sempre cambiare paio di occhiali a seconda dell’attività
  • Per chi pretende un elevato comfort visivo

Con il normale processo di invecchiamento degli occhi, anche il cristallino perde la sua elasticità non riuscendo più ad adattare bene la messa a fuoco alle diverse distanze.  Chi non sopporta il continuo “metti e leva” degli occhiali da lettura o dover sempre cambiare paio di occhiali a seconda dell’attività svolta, può ricorrere alle lenti progressive. Quando si tratta di comfort, non esistono compromessi!

 

Benefici per i portatori di lenti progressive

Le lenti progressive di ultima generazione danno un elevato grado di  soddisfazione in ogni attività svolta e in ogni momento della giornata, quali guardare un film e inviare messaggi, leggere in posizione supina, nella cura della persona (truccarsi, toelettatura), lavori di precisione (cucire, stirare, lavori di carpenteria), vedere il cruscotto durante la guida, seguire le indicazioni su una mappa, conversare e osservare contemporaneamente immagini su un dispositivo digitale.

 

Chi indossa le lenti progressive per la prima volta ha bisogno di tempo per abituarsi ai nuovi occhiali

Solo pochissimi pazienti non sono in grado di adattarsi alle moderne lenti progressive. La tecnologia si è evoluta continuamente. Tuttavia chi indossa le lenti per la prima volta può aver bisogno di un po’ di tempo per abituarsi alle lenti progressive.

L’occhio e il cervello devono adattarsi ai diversi poteri refrattivi delle lenti progressive.

 

Quali sono gli effetti prima di abituarsi alle lenti progressive?

La visione sfuocata, e piccole distorsioni ai bordi delle lenti e più movimenti della testa, in particolare da vicino, poiché il campo di visione da vicino si trova solo nella parte inferiore delle lenti. Questi sono i più comuni problemi di adattamento ma diminuiscono in breve tempo.

Chi indossa le lenti progressive si abituerà ad indossare le lenti fino al punto di dimenticarsi  completamente di averle. Ma per abituarsi velocemente è necessario indossare le nuove lenti progressive tutti i giorni sin dall’inizio e possibilmente per tutto il giorno.

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